02 aprile 2006

Architettonicamente parlando...

Leggevo sul cattolicissimo giornale di effedieffe una critica al moderno concetto di architettura che mi trova d'accordo. In estrema sintesi vi si riporta una analisi che stabilisce il primato che ha la moderna architettura nel completo rifiuto della tradizione architettonica precedente. Fortunatamente vivo in una parte di Firenze che architettonicamente si rifà alla seconda metà dell'ottocento. Tanto per farmi capire, quella della Firenze capitale d'Italia e della sua ricostruzione parziale che fu necessaria a renderla più adatta ad una tale investitura. Il periodo in cui si progettavano spazi che sarebbero diventati i “Viali”, Piazza della Repubblica etc.. Un posto che trasmette, compatibilmente con i problemi tipici di ogni città, una certa armonia e anche bellezza. I quartieri costruiti con una ottica/architettura "razional-economica", il quartiere di Novoli a Firenze ne è un esempio, mirata alla semplice riduzione dell'alloggio ad una struttura "razionale" che ha come unico scopo quello di ospitare in modo accettabile alcuni individui e di fare guadagnare (molto) chi la costruisce, nulla concede all'armonia ed all'impatto sull'ambiente ed è opinione condivisa il fatto che desti in noi visitatori saltuari, come minimo un sentimento di repulsione. La mancanza di un armonica integrazione con l'ambiente/contesto è diventata un problema. Si ha l'impressione che l'architetto trascuri di applicare certi modelli armonico/estetici nel disegno delle strutture "povere" , talvolta addirittura progettate da ingegneri, mentre per le opere più di richiamo cerchi più la “gloria” personale, il creare una scuola, o la semplice innovazione rivoluzionaria. A volte si arriva a trascendere dalla qualità dell'opera e la si riduce al “nome” di chi l'ha pensata, quasi come dire “ Brutta? Ma sai chi la disegnata? questa l'ha fatta Tizio, quella l'ha fatta Caio”. Una questione di marchio, di logo. Mi domando se non sarebbe il caso di pensare ad una scuola architettonica più mirata al binomio integrazione/armonia e perché no, con un occhio di riguardo alla tradizione architettonica del passato, in modo da non darci l'occasione di farci "girare le scatole" ogni volta che ci troviamo d'innanzi a simili brutture. ....vana speranza?

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