04 aprile 2006

Vediamo un po...

Tra qualche giorno votiamo ed io so già per chi. A dire il vero lo so da cinque lunghi anni, passati attraverso molte perplessità, angoscie ed altrettante certezze, continuando a vivere ed a fare la mia parte in questa Italia in lento sgretolamento "postindustriale". E'certo che ci siamo mossi in questi anni, ma nella direzione sbagliata. Sono state incentivate la spinta all'egoismo, alla negazione della comunità, all'"ogniun per se e dio per tutti". Hanno cercato di fare in modo che fossimo tutti più "mercanti" e più "merci", fino a sviluppare il culto per un pressappochismo che aiuta a decidere (male) su cose che altrimenti avrebbero costretto ad uno studio prolungato. ...non sia mai! L'avidità si è trasformata da patologia a virtù, il motore della "mano invisibile del mercato", l'unica cosa in grado, se pur come effetto collaterale, di garantire equità e ricchezza distribuita. Ed il lavoro, che come sappiamo è la base della nostra repubblica, è divenuto un costo, una passività. Intere categorie di lavoratori sono scomparse dalle scene. Non se ne parla più. Non se ne deve parlare più. Da non credere. Eppure è così, siamo prigionieri di una economia che da scienza empirica è divenuta il cuore e la mistica della vita basata sull'utile, per acquistare spesso l'inutile. Che sciocchezza. Abbiamo assistito al crescere dell'asservimento delle leggi dello Stato ad un singolo, che, potente e precedentemente sottovalutato, ha mantenuto i suoi fidi, alcuni dei quali dei veri manigoldi, ed ha "acquistato" una parte del parlamento garantendogli il potere con il suo impero, lui il "più uguale degli altri". E la volgarità ridanciana galoppa nelle bocche dei pochi selezionati portatori di ricchezza, dispensatori di balle ad alto valore aggiunto (per loro).Ho a lungo sperando in una loro caduta, in un ravvedimento che non si è verificato. Pazienza. Per me che sono "un coglione che va contro i propri interessi" come scritto dal Tg2 riferendosi ad una frase attribuita al premier, sarà motivo di orgoglio votare la parte politica che più lo avversa. Parlo alla gente come me che crede nell'altra gente e in uno Stato in grado di permettere di vivere in modo più che decente per i quasi 80 anni di media che ci aspettano, con pensioni dignitose e non di pura sopravvivenza, una scuola universale ed alla portata di tutti, una casa a prezzi accettabili ed una assistenza sanitaria solidale ed efficiente, ed alla possibilità di sognare un futuro che è negato dall'attuale "equazionismo economico". Speriamo....

Collegamenti all'articolo:

Crea un link

Pagina principale