25 novembre 2009

La nuova acqua non si vede, c'è troppa merda sopra.

Ecco fatto, il governo con il voto di fiducia ha privatizzato l'acqua.

Ma non cominciamo come al solito ad incazzarci perché hanno detto che "L'acqua rimane un bene pubblico ma il servizio viene liberalizzato e questo non significa necessariamente privatizzato"[1] e messa così non può che essere vero dato che ci siamo convertiti a queste acrobazie semantiche ed ormai siamo convinti che, per esempio, Berlusconi non è un puttaniere ma un "utilizzatore finale". [2] 

Tra l'altro il lavoro di questi sicari al soldo dei ricchi è stato condiviso tempo fà, indovinate un pò, dall'ennesimo governo di centrosinistra, ve la ricordate la Lanzillotta da che parte stava?

E adesso l'acqua tra i suoi basilari significati ne ha aggiunto ufficialmente uno nuovo che la definisce "di rilevanza economica", per carità è sempre un bene primario però "di rilevanza economica". 

E rieccoli i soliti squali, nazionali ed internazionali, affiancati da solerti politici cattivissimi tipo Rotondi. [3] Le tariffe aumenteranno presumibilmente fino ad un bel 50%, gli investimenti si perderanno nel limbo sacrificati al profitto e le condotte continueranno a perdere acqua.

Solita storia. La politica attuale ha consegnato il mondo ai ricchi e questi infami lo stanno gestendo a loro piacimento. 

Naturalmente, date le bollette sensibilmente più pesanti, faranno tante belle campagne sul risparmio dell'acqua diranno che è un bene prezioso e blablabla blablabla, magari a causa di una "doverosa" diminuzione dei consumi giornalieri di oro blu una non indifferente fascia della popolazione potrà tornare a puzzare come ad inizio secolo scorso e, gioite azionisti e "risparmiatori", le conseguenti malattie dermatologiche creeranno utili alla solita congrega di mefitiche aziende farmaceutiche.

E ovviamente quando c'è da far del male l'italia si distingue sempre. L'europa [4] che sta ovviamente spingendo verso la privatizzazione dell'acqua non prevede nessuna norma che vieta al capitale pubblico di detenere la maggioranza della costituenda società, qui in italia [5] si. Una specie di tutela al contrario per questi poveri ricchi che vanno tutelati perchè lo Stato è composto da portatori di handicap pericolosi per se stessi e gli altri.

Se non fosse per le conseguenze ci sarebbe da sbellicarsi dalle risa e, chissà forse Tremonti tra qualche anno se ne uscirà dicendo che l'acqua privata non è un valore in se, meglio quella pubblica.

Ma cominciare a raccogliere le firme per un bel referendum abrogativo?

Auguro a tutti coloro che hanno votato una tale infamità una lunga, dolorosa, malattia.



P.S. Se volete firmare una petizione contro la privatizzazione dell'acqua potete farlo qui




[1] Antonio Catricalà presidente dell'Antitrust.

[2] Non ho niente da eccepire sui puttanieri, Berlusconi compreso, sono fatti senza nessuna valenza politica. Attaccare un avversario basandosi sulle sue frequentazioni private quantifica una bassissima qualità di contenuto politico. Ma un puttaniere resta un puttaniere anche se è Presidente del Consiglio.

[3] Mamma mia che paura, è il produttivissimo ministro per per l'attuazione  del programma di governo. Leggetevi queste sue perle: "La pausa pranzo è un danno per il lavoro, ma anche per l'armonia della giornata. Non mi è mai piaciuta questa ritualità che blocca tutta l'Italia" e poi "Non ho proposto di abolire la pausa pranzo, ho solo detto che io l'ho abolita da vent'anni e lo stesso consiglio alla Camera, perché quella è l'ora in cui si lavora meglio. Si capisce che i lavoratori devono avere le loro pause e devono mangiare".
Resta il fatto che per Rotondi: "La pausa pranzo è un danno per il lavoro” ,tuttavia si potrebbe integrarne il contenuto, in perfetto stile Catricalà, con: La pausa pranzo non è stata proibita. Per i lavoratori la pausa pranzo rimarrà fruibile ma le mense apriranno non prima delle 16:00 e non sarà permessa la detenzione e la distribuzione di cibo all'interno delle unità produttive”.

[4] Il minuscolo è voluto.

[5] Vedi punto 4


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