22 gennaio 2010

Inflazione

In questi giorni ho discusso con gli amici dell'inflazione. E' venuto fuori che quasi tutti sapevano cosa fosse ma pochi quali fossero le sue implicazioni economiche, anche spicciole.

Non si andava oltre l'asserzione: aumento dei prezzi = no buono. Invece l'inflazione ha aspetti diversi se vista da fronti diversi.



Valore iniziale (€)
Valore finale (€)
1° anno
100
120
2° anno
120
144
3° anno
144
172,8
4° anno
172,8
207,3

Stop.
Dopo appena 4 anni il costo del bene è raddoppiato. Cosa significa? Che dopo quattro anni, con una inflazione del 20 % annuo, per avere lo stesso bene devo spendere il doppio, cosa ovvia ed evidente a tutti, ma non a tutti è evidente che, di conseguenza, il denaro vale meno e in questo caso vale la metà.

Diventa ovvio che se io avessi depositato lo stesso capitale nella mia cassaforte dopo quattro anni mi sarei trovato del denaro che vale la metà di quanto ne valeva inizialmente.
Facciamo un altro calcolo, con uno stipendio mensile di 100€, che si rivaluta a causa del 20% di inflazione annua,[2] viene acceso un mutuo con una rata di 50€ al mese a tasso fisso. Calcolando l'incidenza del mutuo negli anni,




Stipendio (€)
Incidenza
1° anno
100
50,0%
2° anno
120
41,7%
3° anno
144
34,7%
4° anno
172,8
28,9%
5° anno
207,36
24,1%

all'inizio del quinto anno il valore del mio debito è diminuito della metà.
L'inflazione in questo caso, relativamente alla rata del mutuo, è stata tutt'altro che un fenomeno dannoso per le mie tasche, anzi è stata un beneficio.
Come mai allora la BCE mi dice che è dannosissima e va combattuta? Perché per le banche il valore di quanto prestato è sceso della metà, per chi vive di capitale accumulato o non produttivo o creditizio è una catastrofe mentre, ovviamente, l'inflazione è utilissima per i debitori.
E come al solito quando si ha a che fare con certa finanza si deve sempre tenere in conto che è la menzogna quel valore aggiunto che ti permette di fare meglio i tuoi porci comodi.
Questo ci dice il perché in Europa la BCE sia tanto ossessionata dall'inflazione e sopratutto perché parli di inflazione riferendosi ad essa come nociva in quanto deleteria per la “stabilità dei prezzi”.
Come detto la preoccupazione delle banche europee e mondiali per l'inflazione non è per la stabilità dei prezzi come vogliono farci intendere, ma per il valore del denaro che qualifica il capitale.
Le banche vivono di capitali depositati e conseguente credito, tutto ciò che diminuisce il potere d'acquisto del denaro va eliminato o ridotto al minimo [3] ed il fatto che tollerino una inflazione “fisiologica” al 2-3% significa solo che sono in grado di fare investimenti tali da riuscire a compensare tale perdita.
Quindi quando la BCE alza il tasso d'interesse per diminuire la circolazione di moneta [4] e quindi diminuire l'inflazione non lo fa per mantenere costante il prezzo e farvi giulivamente acquistare il supercazztelefonoallamoda o l'ipercetriolocaliforniano lo fa solo per i suoi interessi di creditore, ovviamente fregandosene di tutto il resto.

Saluti a tutti. 


[1] Simile a quella degli anni 80 in Italia. 
[2] Per gli stipendi in Italia esiste l'inflazione programmata diversa dall'inflazione reale. Per comodità ho mantenuto la parità tra i due valori. 
[3] Indovinate a spese di chi? Ve lo ricordate quel parassita nocivo di Trichet anni fa, prima della crisi tuonare, ripeto tuonare, contro la rivalutazione dei salari europei? 
[4] L'inflazione, diciamo classica, è appunto l'aumento della quantità di denaro immesso nell'economia, l'aumento dei prezzi conseguente avviene per la aumentata disponibilità di denaro che per la legge della domanda e dell'offerta fa aumentare i prezzi. Riducendone la quantità, secondo i monetaristi, si riduce l'aumento dei prezzi.

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