05 aprile 2006

Gran finale

In questo finale di campagna elettorale sembra di sentire il sibilo dei proiettili che fendono l'aria. Non è un bel rumore. Sono adulto da molti anni ma una sensazione del genere, politicamente, mi mancava. Forse mio padre potrebbe aver sentiro qualcosa di simile ma non oso chiedermi quando. Anche l'odore di marcio comincia ad essere forte e persistente e non se vuole andare. C'è bisogno di un po di vento. E' noi siamo qua testimoni dell'Italia dalle belle speranze tradite da un economia da bottegai cialtroni. Eccoli qua con il loro liguaggio tecnico e approssimato come i loro pensieri, lacchè al servizio solo di sè stessi e del padrone, incapaci di dare risposte che non vadano oltre le accuse all'altra parte. Per loro la Società è un temine che va integrato con l'aggiunta "per azioni", si distraggono con la partita doppia, gli "assets" i "bond", le regole di "governance". Sono capaci di tutto, competitivi dicono, insofferenti alla soffenza, hanno fatto dell'utile economico la mistica della loro vita. Però hanno un'etica, sono dei professionisti, sono quelli del "fare"! L'etica! Nel loro caso l'etica è solo il surrogato della moralità che non hanno. Io non la voglio questa roba, e non l'ho mai voluta ma mi toccherà sopportarla e spero che non sia per più di cinque giorni.

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