22 aprile 2006

L'ineluttabile.

L'ineluttabilità. E' soprattutto questo che ci ripetono da decenni: è ineluttabile. È inelluttabile che l'economia sia ciò che è adesso, che debba divenire “globale”, che si basi sulla competizione/concorrenza, che sia libera da “lacci e laccioli”, che stimoli “l'egoismo” come virtù. È l'unica possibilità che abbiamo di distribuire le risorse a tutti senza alcun intervento esterno, lasciando che "il mercato", entità a cui sono riconosciute capacità autoequilibranti, esprima in modo autonomo le sue potenzialità. È l'ineluttabilita del suo essere “naturale”, così dicono, del suo appartenere alla “mano invisibile del mercato” di smithiana memoria ed il "laissez faire, laissez passer" è il comportamento adatto a non alterare la sua “naturalità”. Non gli si può resistere, se ne può dubitare la si può anche combattere, ma non serve a niente, è ineluttabile. Meraviglia delle meraviglie. Fa viaggiare i propri capitali in autostrade virtuali, con capacità di presenza inimmaginabili. Muove masse incredibili di valore da una parte all'altra del pianeta, facendo dell'efficienza una delle sue virtù, e nella “crescita senza fine” una delle sue caratteristiche divine. Crescita per la quale è divenuto sacro che il P.I.L., sua manifestazione fra gli “individui”, sia sempre di segno positivo di almeno due unità. E sia chiaro che non serve a niente dimostrare che il P.I.L. non indica né progresso né felicità perché non è una questione razionale, ma di fede nella "disciplina" dispensatrice di ricchezza. E non serve dimostrare quanto sia peversa per il fatto che da "economia al sevizio dell'uomo" sia divenuta "economia servita dall'uomo". Siamo passati dal raziocinio ottimista al misticismo dell'inevitabile. Che gli enormi e mobili capitali siano in mano ad una percentuale ridicola della popolazione non è importante, ciò che è importante non è la distribuzione della ricchezza ma il suo aumento, l'importante è vivere per un numero, che è esattamente ciò che la moltitudine riceverà, solo un numero. Godete popoli, la ricchezza planetaria è aumentata del 6%, godete di questa percentuale perché è solo questo che avrete, solo un numero. La ricchezza è andata altrove, dove d'altra parte deve stare secondo la "disciplina", in mano ad “individui” che sanno mettere a profitto la propria avidità. ”Individui” che "indirettamente", ma sicuramente, rimetteranno in circolo la ricchezza creata, ovviamente per crearne altra, per se stessi ed "indirettamente" per altri. E' ineluttabile, l'avvento dell'economia “libera” e globalizzata è ineluttabile perché fa del “profitto” l'ennesima egoistica virtù di una economia trionfale e inarrestabile a cui sacrificare anche la pace. E la guerra che senza più alcuna vergogna non è più crudele ma, altra meraviglia, si trasforma nel perseguimento di politiche economiche di rilancio. La pianificazione armoniosa è un retaggio del passato. Ciò che conta é il guadagno immediato, a breve termine, senza condizionamenti, il medio e lungo termine contano poco, la strutturazione inutile. Laissez faire, laissez passer. Io invece oggi ho preso un po' dei miei soldi, sono andato a prendere al lavoro la mia amata compagna, ce li siamo divisi, guadagna a malapena 1000€ e non ce la fa. Sono persi, non li riavrò e ovviamente non mi interessa neanche riaverli. Dove sono finite la mia avidità ed il mio egoismo? Economicamente aberrante. Sorrido soddisfatto, l'ineluttabile non è ancora arrivato fino qui. Che sia questo uno dei punti da cui ripartire?

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