12 marzo 2010

Consigli per gli acquisti.


La congiuntura economica attuale non mette d'accordo nessun gruppo degli illuminati esperti dell'economia mondiale.

Allora succede che Tizio dice che avremo una crisi a V, Caio gli risponde che molto probabilmente la crisi sarà a W e Sempronio, dati alla mano, dice che la crisi sarà ad U.


Inoltre Caio dice che uno degli aspetti di questa crisi sarà la deflazione, Tizio afferma che se si analizzano i dati ci sarà inflazione e comunque Sempronio seguendo i suoi modelli ci dice che ci sarà deflazione seguita da iperinflazione.


Nel breve periodo Caio dice che dobbiamo restaurare il protezionismo mentre Tizio controbatte che dobbiamo ancora di più aprirci al libero mercato e Sempronio è per un dosaggio di ambedue.


Questo è allo stato attuale la condizione per gruppi del nostro apparato economico teorico e pratico.

E' evidente che per l'economica, sedicente scienza, la previsione e l'analisi attuale dei fenomeni economici e talmente bassa e la sua comprensione è talmente ridicola [1] da generare analisi economiche che generalmente [2] o sono delle vere e proprie comiche o ci lasciano costernati per l'assoluta opinabilità delle stesse.

E dato che lor signori hanno dimostrano fino ad adesso di non capirci una beata cippa, mi sento di dare anch'io una mia valutazione sui modi per uscire da questa grave crisi economica. Basata ovviamente non su sofisticati modelli matematici ma sul vecchio e caro buon senso.

Tralascerò volutamente le onorevolissime attività senza scopo di lucro.

Tralascerò tutte le considerazioni relative al concetto di valore.

Mi concentrerò sull'economia attuale come “dato di fatto” per “come è”, prescindendo da giustificatissime considerazioni filosofico-economiche alternative e relative degnissime proposte.

E cercherò di essere breve.

L'attuale economia intesa come ideazione, produzione e scambio si basa su un presupposto fondamentale ovvero l'uso del danaro e relativi surrogati. Tutto ruota attorno a questo.

I problemi maggiori si hanno nella fase di scambio laddove il danaro è sovrano indiscusso, coloro che partecipano a detto scambio debbono possedere/scambiare/ricevere il denaro ritenuto necessario all'operazione.

Per esempio coloro che possiedono i mezzi di produzione [3] avranno il denaro necessario dall'utile che trarranno dalla loro attività, coloro che prestano il loro tempo lo avranno dal loro salario.

E' anche evidente che i due gruppi si contenderanno, l'uno a scapito dell'altro o della collettività, [4] il denaro creato [5], in questo contesto il movimento di denaro unito alla fiducia nel sistema genererà una economia più o meno florida.

E' qui il problema, nel movimento/scambio/acquisto/vendita in cui viene usato il denaro, che nel nostro caso è piuttosto anemico per un motivo molto semplice: non ne viene dato abbastanza ai soggetti che, a mio parere, sono gli unici in grado di mantenere una economia diciamo frizzante, e cioè il popolo, la gente, la massa, la moltitudine.

Tutti i trucchi finanziari per compensare la perdita di potere d'acquisto delle persone avvenuto sistematicamente negli ultimi venti-trent'anni sono falliti o sono messi molto male e per sperare di mantenere l'attuale status di “tutela dei ricchi” non resta che qualche residua alchimia [6] finanziaria o la speranza di qualche evento inatteso (terno al lotto?).

L'imperativo e allora che bisogna ristabilire il potere di acquisto della gente, e per far questo non c'è altro da fare che redistribuire la ricchezza. L'economia non può mantenersi florida se per la gente non c'è denaro da spendere, senza movimento di massa di denaro è inevitabile che l'economia ne risenta pesantemente.

Per come siamo messi adesso non c'è produzione che tenga, i prodotti invenduti aumenteranno rimanendo sul groppone delle varie aziende, generando perdite che a loro volta produrranno inevitabilmente altre contrazioni nel denaro in movimento.

Lo stato [7] da molti anni ci mette del suo disimpegnandosi e limitando sistematicamente e brutalmente tutte quelle tutele che valorizzano qualitativamente la vita dei suoi cittadini limitandone l'azione ed intaccandone pesantemente le speranze e la fiducia nel sistema.

E siccome la stragrande maggioranza della gente vive di salario l'unico modo per dare più denaro al popolo è aumentarne significativamente lo stipendio, il tutto a parità di tasse, [8] e ricostruite uno Stato di nuovo in grado di tutelare i propri appartenenti.

Saluti a tutti.



[1] Questi personaggi sono famosi per le spiegazioni che danno dei fenomeni economici, specialmente negativi, rigorosamente dopo che questi sono avvenuti.
[2] Ci sono anche stati casi isolati di pensatori economici che hanno saputo prevedere gli esiti attuali della crisi. Purtroppo sono stati una assoluta minoranza, ovviamente inascoltata.
[3] E' irrilevante che appartengano ai settori primario (agricoltura), secondario (industria) o terziario (servizi).
[4] Inflazione, deflazione, stagflazione, credit crunch etc. etc.
[5] Il denaro oggigiorno è la moneta cosiddetta “flat” , una convenzione senza alcun valore di riferimento fisico (oro, argento e così via).
[6] L'Alchimia è la condizione che più si addice per somiglianza alla moderna economia.
[7] Minuscolo voluto.
[8] La riduzione delle tasse, potete esserne certi, comporterà inevitabilmente il ridimensionamento forzato della spesa sociale, quindi minori tutele e minore sicurezza.

 

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